Qualcuno in giro ha chiesto come si fa il pesto alla trapanese?

martedì 14 ottobre 2008
Udite udite tutti i siciliani sono stati chiamati in causa per assolvere una richiesta, questa, su come viene fatto un pesto alla trapanese….a questa istanza hanno risposto, fino a questo momento, 94 persone che egregiamente hanno spiegato come si prepara questa pietanza. Qualche differenza a parte per tutti la ricetta viene fatta con basilico, pomodoro, aglio, mandorle, pecorino, pepe, o al posto del pecorino ricotta salata, o al posto del pepe peperoncino, o tutto pestato, o tutto frullato, 3 spicchi d’aglio, 1 spicchio a testa, l’olio….dimenticavo l’olio….prendo fiato….Il pesto alla trapanese porta con se tutto il profumo ed il sapore di una Sicilia arida calda estiva e quindi d’estate che sprigiona i suoi sapori. Gli ingredienti li conosciamo ma sono proprio quelli che fanno la differenza. L’olio genuino ormai maturo, il pomodoro appena raccolto, il basilico di casa, il pecorino ‘rù zù tano’ chiaro poco stagionato e sbricioloso, l’aglio rosso, le mandorle siciliane ecco cosa fanno di un pesto un vero pesto alla trapanese.
Mia madre dice sempre che la zia Venerina a Marsala metteva un testa d’aglio intera per fare il pesto io ricordo soltanto quel mortaio di legno lacero ed il rumore del pestello che frantumava tutte quelle cose dentro. L’olio era quello di casa, il pomodoro era quello appena raccolto dalla pianta sul retro della cucina che veniva sbollentato e spellato, vedevo le bucce d’aglio rosso sul tavolo e ancora quel rumore tza tza tza, che sprigionava odore di basilico fresco. Le mandorle venivano tostate e poi pestate per essere buttate così sopra la pasta…insomma non è tanto differente da quello che i commenti ci illustrano, ma resta il ricordo di quella cucina povera ma genuina…e poi sotto quel canovaccio a strisce gli gnocculi che riposavano in attesa di essere mangiati con quel pesto…e che mio padre desidera tutt’oggi ogni volta che andiamo a Marsala.


Pesto alla trapanese

  • 6 pomodori di media grandezza
  • 1 mazzetto di basilico
  • 150g di mandorle
  • 3 spicchi d’aglio rosso
  • pecorino poco stagionato
  • sale e pepe qb
  • olio d’oliva qb
Sbollentare i pomodori per qualche minuto giusto il tempo per poter permettervi di spellarli facilmente. Una volta spellati tagliuzzateli in tanti piccoli pezzettini, metteteli in una ciotola e conditeli con un pò d’olio sale e pepe. In un mortaio mettete le foglie di basilico lavate e ben asciutte e cominciate a pestarle insieme a l’aglio, pian piano aggiungete qualche mandorla ma non troppe. Se vi sembra troppo asciutto aiutatevi con un pò d’olio, che dopo userete nella giusta quantità, per rendere cremoso il tutto. Una volta pestato aggiungete l’insieme al pomodoro, assaggiate ed aggiustate di sale se necessario (ma con il pecorino non ce ne dovrebbe essere bisogno). In un padellino mettete le restanti mandorle e tostatele poi passate anch’esse al mortaio e mettete da parte. Cuocete in abbondante acqua salata della pasta a vostro piacere, ed una volta scolata conditela con il pesto prima di servire cospargere di pecorino grattuggiato e mandorle tostate.

Nota:
Io non lo faccio sempre ma a volte metto, spezzettandole con le mani, delle foglioline di menta nel momento in cui condisco la pasta.

2 Commenti a “Qualcuno in giro ha chiesto come si fa il pesto alla trapanese?”

  1. Mariluna scrive:

    Ma si l’ho visto anche da Enza (da grande) proprio stamattina, allora tutte le trapanesi siete chiamate in causa…io proprio non lo conoscevo pur essendo vicina cugina calabrese…mi và di provarlo ma gli ingredienti saranno mai gli stessi qui????

    buona giornata

  2. Sillaba scrive:

    …certo non saranno quelli legati a i miei ricordi di campagna…ma posso assicurarti che se trovi del buon basilico, dei bei pomodori rossi rossi, delle mandorle sgusciate e aglio a volontà….ti verrà un buon pesto! Anche se io con l’aglio ci andrei piano….ma la ricetta prevede grosse quantità…infatti qualcuno la chiama pasta ‘agghiata’ (cioè piena d’aglio)…cmq utilizza la tua giusta quantità. A Parigi penso che trovarai un pò di tutto.

Lascia un Commento