Se avevate voglia di fritto… be! questa non è la ricetta che fa per voi! In fondo noi palermitani, che di norma abbiamo “il fritto” che scorre nelle vene, (vedi panelle, crocchè, broccoli in pastella, ed altro ancora) riusciamo a stupirvi chiamando un piatto così semplice e genuino “frittella”. Infatti la frittella, piatto tipico palermitano, non è altro che l’incontro di tre ortaggi, fave piselli e carciofi, cotti in tegame su una base di cipolla. I miei ricordi legati a questa pietanza sono ricordi di fredde serate invernali in cui la sera si cenava con la frittella accompagnata da un bel pezzo di pane. Infatti a casa mia si è quasi sempre cucinata come piatto unico serale e mi piaceva tanto perchè questo insieme risulta essere dolce e profumato. La si può servire anche come antipasto o come contorno ed è tipica di questo periodo. Pare che l’origine del nome frittella appunto derivi dall’antico siciliano “frittedda” che significava vivanda di fave fresche unite a piselli e carciofi. Poi se qualcuno è interessato ad assaggiare questa pietanza può approfittare e fare una bella gita a Isnello (Pa) dove fanno una vera e propria sagra della frittedda solitamente intorno al 30 aprile.
Frittella palermitana
- fave fresche da sgusciare 2 kg
- piselli freschi da sgusciare 1 kg (se surgelati 400g)
- carciofi 5
- cipolla 1
- limone 1
- olio evo qb
- sale pepe qb
Sbucciate le fave (meglio se sono piccole e tenere) e i piselli. Togliete ai carciofi le foglie esterne tagliate la punta di circa 3 cm tagliateli a metà (togliete la barbetta se non vi piace) e passate in queste metà un pò di limone. In un tegame fate appassire la cipolla tagliata finemente aiutandovi con un po d’acqua per non farla imbiondire troppo. Nel frattempo tagliate le metà dei carciofi a fettine non troppo sottili (io divido le metà in due se il carciofo non è molto grosso) ed aggiungeteli al soffritto di cipolla insieme alle fave ed ai piselli. Aggiustate di sale e fate andare il tutto per 25/30 minuti. Tritate del pepe sopra e servite. E’ una pietanza che va servita tiepida o fredda.
Note: La versione originale di questa ricetta prevede l’aggiunta del finocchietto selvatico. Inoltre esistono delle versioni di in agrodolce se la volete provare così aggiungete a questi ingredienti 1/2 bicchiere di aceto e 1 cucchiaio di zucchero uniteli a fine cottura avendo cura di sfumare l’aceto a fiamma vivace.





























Mi piacciono tutti gli ingredienti di questa “frittella”, per cui credo che la proverò molto volentieri!
Non ne avevo mai sentito parlare… Girellando per il tuo blog sto conoscendo un sacco di piatti tipici palermitani o siciliani. Grazie!
Buona giornata!
uh che bontà! penso che la proverò. buona giornata. babs
Davvero buona! appena riesco a reperire gli ingredienti mi sa proprio che la provo
Un bacio
fra
che bello questo piatto primaverile! assolutamente da provare.
ciao ti scopro solo ora!sembra proprio bello il tuo blog, stasera faccio passare le tue ricette!
devo assolutamente provarle il prossimo mese quando ci saranno i carciofi nostrani che io adoro!
Brava!!
Questa é davvero una delizia, adoro questo mix di verdur tant’é che ricordo una mia colga pugliese diceva che anche dale sue parti si usa fare questo piatto proprio in primavera con le verdure fresche del giardino, non o’ come la chiamano da loro pero’ vedi é anche un piatto pugliese!!! Bhe sempre di sud si tratta.
Cmq sia a me piace moltissimo e penso di averne proprio una gran voglia di mangiarla con il buon bane di mais che ho fatto ieri.
Bacio e buon fine settimana
vera delizia……..io aggiungerei un mezzo bicchiere di vino bianco e un rametto di finocchietto selvatico.GIULIA
io la mangio con un pugno di riso ed è la fine del mondo =)
provare per credere =)
Fate cuocere al dente i ditalini rigati e togliete un pó d`aqua di cottura. aggiungete la suddetta frittella con il proprio sugo e fate andare a fuoco lento per circa 3 4 minuti grattugiateci sopra un pó di pecorino siciliano e buon appetito
accompagnatela con la ricotta fresca… mhmhmhm gnam!
non sapevo che si chiamasse frittella, mia mamma lo cucinava spesso quando ero ragazzino a palermo ed io ogni tanto me lo concedo volentieri, è un piatto da Re!!!! aldo
come facevi a mangiare la frittella nelle serate d'inverno? fave e piselli freschi in inverno non ce ne sono!! Scherzi a parte questo è un piatto palermitano tipicamente primaverile; io addirittura l'ho gustato in un agriturismo sopra Cefalù anche con l'aggiunta di finocchietti selvatici, spaghetti spezzati e ricotta informata
Certo viene da chiamarle serate invernali e visto che la primavera e subito dopo l'inverno magari capita che la sera ci possa essere ancora freddo non credi? Ma quelli sono solo i ricordi di una bambina affamata!
Con la ricotta la mangio spesso anch'io e questa unione con il finocchietto che mi incuriosisce molto, dovrò assolutamente provare grazie! ;)
la sto afcendo prorio adesso con mia moglie—<Ho già l'acquolina in bocca…mia moglie la sa fare, esattamente come te…bravissime ragazze…mmmmm che buona a frittiedda….:-)))
Franco
…Allora Franco vi auguro una buona cena! A presto e grazie!
che buoni ricordi che fate venire… dai miei nonni la mangiavo con il pane che si faceva una volta in casa…. ma voglio provarla anche qui a Roma
Mi associo nel rivendicare la presenza del finocchietto selvatico, in assenza del quale sarebbero “solo” fave, carciofi e piselli in umido. In mancanza del finocchietto (ma ora lo trovo anche al supermercato) nel milanese, aggiungo 2 gocce di Anice Tutone ed almeno il gusto è salvo.
Il finocchietto l’ho inserito tra le note, ma questa dell’anice proprio non la sapevo!!! :)))
Cara Kitchenqb,
complimenti! Il tuo sito: è bellissimo.
Ti ho scoperta grazie al tuo libro “Al forno”, che ha illuminato un giorno piovoso tra gli scaffali di una grande libreria romana.
Da quando l’ho acquistato, sto mettendomi alla prova con le tue ricette ed è sempre un successo. Solo un paio non mi sono venute perfette: I calamari ripieni di quando eri piccola e gli involtini di maiale e speck(o pancetta). Mi sono venuti un po’ asciutti, ma questo èfa parte delle prime prove. Oppure, c’è un trucco che ho non conosco?
Grazie mille,
Carla
Carla
Ciao Carla…eccomi!
Innanzitutto grazie, mi fa molto piacere quello che mi hai scritto! Dunque andiamo alle ricette…
Devo dire che per i calamari ho sempre avuto la paura contraria, ovvero che il ripieno risultasse molto morbido, forse dipende dal forno troppo caldo, so che avrai seguito le istruzioni della ricetta, ma spesso tutti i forni non sono uguali. Quindi mi viene da pensare che il ripieno si sia asciugato troppo, nell’eventualità posso consigliarti di bagnare con abbondante succo d’arancia facendo in modo che il calamaro resti dentro il forno il più umido possibile. Al contrario negli involtini ti consiglierei di bagnare con più pomodoro oppure di saltare i funghi in una padella a parte con un filo d’olio, un bel pizzico di sale e pepe e poi lasciali riposare nella stessa padella. Rilasceranno dell’acqua che poi insieme ai funghi metterai nel ripieno. Prova così e fammi sapere se è andata meglio! :)