Sarde a beccafico

domenica 30 agosto 2009

Passate bene le vacanze? Io in questi giorni di relax ho fatto scorpacciata di Michele ed è stato meraviglioso. Queste ferie, passate tra la campagna ed il mare, sono state un toccasana per tutta la famiglia e a dirla tutta ci voleva proprio. Spero sia stato lo stesso per voi. Quindi ritorno trionfale con uno dei piatti più tipici in Sicilia, ovvero le sarde a beccafico. Questo piatto palermitano non è altro che il risultato della reinvenzione popolare di una pietanza diffusa sulle tavole dei nobili siciliani di un tempo. Lo sapevate che il beccafico era un uccello? Io fino a poco tempo fa no! Invece poi ho scoperto che questo beccafico veniva cucinato e consumato farcito con le sue stesse viscere e interiora. Visto che questi uccelli rappresentavano un cibo di lusso gli ingegnosi popolani ne copiarono la modalità di preparazione adattando però un alimento che anche i poveri potevano permettersi: le sarde. Naturalmente anche il ripieno ha subito delle variazioni visto che la quantità di viscere di una sarda rispetto al beccafico è minore. Infatti è stato sostituito dalla mollica di pane rafferma, e per smorzare il forte sapore della sarda, insaporito dal succo di agrumi con l’aggiunta di pinoli. Nell’ordine delle cose le sarde a beccafico si posizionano tra gli antipasti più tradizionali siciliani, per chi lo preferisce può servirle come secondo accompagnate da un semplice contorno. Vado a dedicare un po’ di tempo alla mia casella mail leggermente intasata dopo questa piacevole pausa estiva. Ben tornati!


Sarde a beccafico
  • sarde fresche 1kg
  • 250g pangrattato
  • uvetta 100g
  • pinoli 100g
  • arancia 1 grande
  • limoni 1 grande
  • zucchero 2 cucchiaini
  • olio evo e sale qb
  • pepe 1 pizzico
  • foglie di alloro a piacere
Pulite accuratamente le sarde, apritele a libro eliminando la lisca e la testa, risciacquatele e mettete da parte in frigo. Grattugiate la buccia degli agrumi facendo attenzione a non grattare anche il bianco, spremeteli e mettete il succo da parte. Cominciate a preparare la farcia mettendo in una padella antiaderente o in un wok il pangrattato irroratelo con olio e mescolate a fiamma bassa tutto fino a quando il pangrattato non risulterà ben dorato. Aggiungete lo zucchero, la buccia grattugiata degli agrumi, un pizzico di sale, i pinoli e l’uvetta precedentemente ammorbidita in una ciotola con dell’acqua o se preferite nel succo di agrumi che avete messo da parte. Mescolate il tutto e fate riposare. Preparate una teglia da forno unta di olio. Stendete su un piano le sarde, io uso un tagliere grande, insaporitele con una presa di sale e distribuite su ciascuna di esse una parte del composto. Arrotolatele e formate degli involtini che sistemerete uno accanto all’altro. Tra una sarda e l’altra posizionate le foglie di alloro. Preriscaldate il forno a 180° e mettete la teglia in forno per 20 minuti circa. Preparate un’orangette con il succo di agrumi e dell’olio ed un pizzico di pepe mescolate energicamente con una piccola frusta o con una forchetta e a 10 minuti dalla cottura estraete la teglia dal forno, irroratela con la vinaigrette e continuate la cottura rimettendo in forno. Fate riposare e servitele tiepide o fredde.

16 Commenti a “Sarde a beccafico”

  1. Mirtilla scrive:

    bravissima davvero,so benissimo che non sono cosi sempici come sembra prepararle…

  2. Fra scrive:

    Mi ha sempre incuriosito molto questa preparazione anche se a essere sincera non impazzisco per le sarde…chissà che il mio imminente viaggetto in Sicilia non mi dia l'opportunità di cambiare idea!
    Un bacione e bentornata!
    fra

  3. Elena scrive:

    Bentornata anche a te…un ritorno in grande stile davvero….un abbraccio

  4. Elisakitty's Kitchen scrive:

    Ben tornata anche io rientro oggi e mi consolo con le tue sarde! Ma che buone sai che ammetto di non averle mai mangiate così!

  5. Giò scrive:

    interessante la storia del beccafico…anch'io non sapevo che fosse un uccello, ho sempre immaginato a una forma dialettale…
    sempre buone cmq!

  6. ilovecooking with... scrive:

    In illo Tempore, i pinoli con il loro potere digestivo insieme alle foglie d alloro servivano a rendere un po piu digeribile le sarde non sempre freschissime….

  7. Sillaba scrive:

    @ I love cooking: sapevo delle proprietà disintossicanti dei pinoli…è verissimo! ;-P

  8. Forchettina Irriverente scrive:

    Dalla prima volta che ho assaggiato questo piatto me ne sono letteralmente innamorata !!! Ogni tanto le cucino anche io .. non posso più farne a meno …. Manu

  9. Sacco scrive:

    Ciao, perdonami per l'off topic. Sono Sacco, creatore e gestore di "Ricette Blog". Mi farebbe molto piacere se accettassi la mia proposta di scambio link, fammi sapere. ;-)

    Blogroll di "Ricette Blog"

  10. I Love Cooking with mia sorella scrive:

    @sillaba
    Certo te la raccontavo uguale uguale ….. imitando
    il Prof Basile.

  11. Gabry scrive:

    Grande Sillaba continua così!!!

    Dal tuo cuginetto Gabriello

  12. Sacco scrive:

    @ Solema
    Ciao Solema, è esattamente ciò che intendevo dire. :-)
    Grazie per la gentilezza, ho inserito "La cucina di Nonna Sole" nel blogroll di "Ricette Blog". A presto!

    @ Sillaba
    Ciao Sillaba, grazie per la gentilezza. Ho aggiunto il tuo blog al blogroll di "Ricette Blog". Ti chiedo un'ultima accortezza: potresti cambiare il link al mio blog nel tuo blogroll? Perché indirizzo alla pagina dello scambio link, e non alla homepage. :-)
    Ti ringrazio in anticipo.

  13. Sillaba scrive:

    @I love cooking…vero sembravi il prof Basile eh eh!
    @ Sacco: Fatta correzione!
    @ Gabriello: ciao tesoro…grazie ci vediamo presto!

  14. Anonymous scrive:

    Ricetta altamente tradizionale. Perfetta.
    Complimenti per le foto e per la esposizione del testo.

  15. Doriana scrive:

    Ottima la tua ricetta, molto simile a quella che ho postato sul mio blog! Diffondiamo il culto delle sarde a beccafico! :)

  16. [...] piacciono molto, ma non sarei mai arrivata all’idea di concepirle a “Beccafico” come le sarde, vista la loro rinomata fama di avere tante spine. Ma alla fine mi son detta…in fondo un [...]

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