Passate bene le vacanze? Io in questi giorni di relax ho fatto scorpacciata di Michele ed è stato meraviglioso. Queste ferie, passate tra la campagna ed il mare, sono state un toccasana per tutta la famiglia e a dirla tutta ci voleva proprio. Spero sia stato lo stesso per voi. Quindi ritorno trionfale con uno dei piatti più tipici in Sicilia, ovvero le sarde a beccafico. Questo piatto palermitano non è altro che il risultato della reinvenzione popolare di una pietanza diffusa sulle tavole dei nobili siciliani di un tempo. Lo sapevate che il beccafico era un uccello? Io fino a poco tempo fa no! Invece poi ho scoperto che questo beccafico veniva cucinato e consumato farcito con le sue stesse viscere e interiora. Visto che questi uccelli rappresentavano un cibo di lusso gli ingegnosi popolani ne copiarono la modalità di preparazione adattando però un alimento che anche i poveri potevano permettersi: le sarde. Naturalmente anche il ripieno ha subito delle variazioni visto che la quantità di viscere di una sarda rispetto al beccafico è minore. Infatti è stato sostituito dalla mollica di pane rafferma, e per smorzare il forte sapore della sarda, insaporito dal succo di agrumi con l’aggiunta di pinoli. Nell’ordine delle cose le sarde a beccafico si posizionano tra gli antipasti più tradizionali siciliani, per chi lo preferisce può servirle come secondo accompagnate da un semplice contorno. Vado a dedicare un po’ di tempo alla mia casella mail leggermente intasata dopo questa piacevole pausa estiva. Ben tornati!
- sarde fresche 1kg
- 250g pangrattato
- uvetta 100g
- pinoli 100g
- arancia 1 grande
- limoni 1 grande
- zucchero 2 cucchiaini
- olio evo e sale qb
- pepe 1 pizzico
- foglie di alloro a piacere


























bravissima davvero,so benissimo che non sono cosi sempici come sembra prepararle…
Mi ha sempre incuriosito molto questa preparazione anche se a essere sincera non impazzisco per le sarde…chissà che il mio imminente viaggetto in Sicilia non mi dia l'opportunità di cambiare idea!
Un bacione e bentornata!
fra
Bentornata anche a te…un ritorno in grande stile davvero….un abbraccio
Ben tornata anche io rientro oggi e mi consolo con le tue sarde! Ma che buone sai che ammetto di non averle mai mangiate così!
interessante la storia del beccafico…anch'io non sapevo che fosse un uccello, ho sempre immaginato a una forma dialettale…
sempre buone cmq!
In illo Tempore, i pinoli con il loro potere digestivo insieme alle foglie d alloro servivano a rendere un po piu digeribile le sarde non sempre freschissime….
@ I love cooking: sapevo delle proprietà disintossicanti dei pinoli…è verissimo! ;-P
Dalla prima volta che ho assaggiato questo piatto me ne sono letteralmente innamorata !!! Ogni tanto le cucino anche io .. non posso più farne a meno …. Manu
Ciao, perdonami per l'off topic. Sono Sacco, creatore e gestore di "Ricette Blog". Mi farebbe molto piacere se accettassi la mia proposta di scambio link, fammi sapere. ;-)
Blogroll di "Ricette Blog"
@sillaba
Certo te la raccontavo uguale uguale ….. imitando
il Prof Basile.
Grande Sillaba continua così!!!
Dal tuo cuginetto Gabriello
@ Solema
Ciao Solema, è esattamente ciò che intendevo dire. :-)
Grazie per la gentilezza, ho inserito "La cucina di Nonna Sole" nel blogroll di "Ricette Blog". A presto!
@ Sillaba
Ciao Sillaba, grazie per la gentilezza. Ho aggiunto il tuo blog al blogroll di "Ricette Blog". Ti chiedo un'ultima accortezza: potresti cambiare il link al mio blog nel tuo blogroll? Perché indirizzo alla pagina dello scambio link, e non alla homepage. :-)
Ti ringrazio in anticipo.
@I love cooking…vero sembravi il prof Basile eh eh!
@ Sacco: Fatta correzione!
@ Gabriello: ciao tesoro…grazie ci vediamo presto!
Ricetta altamente tradizionale. Perfetta.
Complimenti per le foto e per la esposizione del testo.
Ottima la tua ricetta, molto simile a quella che ho postato sul mio blog! Diffondiamo il culto delle sarde a beccafico! :)
[...] piacciono molto, ma non sarei mai arrivata all’idea di concepirle a “Beccafico” come le sarde, vista la loro rinomata fama di avere tante spine. Ma alla fine mi son detta…in fondo un [...]