Da dove cominciare, se non da dove iniziano tutte le belle storie fatte di emozioni, amicizia e un amore comune: la cucina. Forse avrebbe più senso cominciare da una cuscussiera spedita qualche tempo fa a quest’indirizzo, o forse da un’eroina culinaria che si chiama Donna Hay o dai fantastici Macarons di Pierre Hermé, o anche dal genio di Ferran Adrià, ecco la storia che sto per raccontarvi potrebbe cominciare da tutte queste cose che hanno per me un unico denominatore: Sigrid Verbert.
Che io sia una cavolettiana incancrenita, lo avevate già capito da tempo, beh sì ! per chi magari se l’era pure perso per strada, da quando tanti anni fa l’ho incontrata in rete con questo risotto che difficilmente si dimentica, non ho più smesso di leggerla, e lei naturalmente, di divertirmi con la sua scrittura, le sue entusiasmanti ricette e non solo, con tante storie fatte di luoghi, di cucine, di cuochi e di viaggi, che mi hanno fatto compagnia davanti al pc, mentre sorseggiavo la mia tazza di caffè.
In questi anni dopo tante conversazioni virtuali, email, consigli, (beh…vedete quel “qb” dopo la parola “kitchen” è anche opera sua! :) è successo che qualche giorno fa quel desiderio d’incontrare e conoscere di persona Sigrid, si è avverato regalandomi un piacevolissimo pomeriggio in giro per la città con lei. Così quel cavoletto che spopola nelle alte classifiche dei blog più seguiti, si è materializzata davanti ai miei occhi con la sua particolare semplicità e la sua immancabile macchina fotografica. Io ovviamente sottobraccio il Libro del Cavolo pronto per essere autografato dall’autrice in persona! :D
Dunque per ricordare il cavoletto e il tempo passato insieme a lei, ho deciso di pubblicare oggi una ricetta tratta dal Libro del Cavolo, una di quelle che fanno parte della sezione Sicilian Inside ovvero le Polpette di pesce spada e pistacchio con gazpacho fragola e pomodoro. Questo anche in occasione del fatto che qualche mese fa, a causa di impegni di lavoro imminenti non sono riuscita a partecipare al contest lanciato da Sigrid che richiamava all’appello i suoi appassionati lettori nel reinterpretare o attuare una ricetta tratta dal suo libro, e la cosa mi stuzzicava parecchio visto che uno dei capitoli era dedicato alla mia Sicilia.
Poi è anche successo che sabato mattina ho trovato del pesce spada freschissimo e così in un attimo la ricetta del cavoletto mi si è materializzata davanti gli occhi, non avevo dubbi… saranno polpette! Ho apportato qualche piccola variazione visto che polvere d’arancia non ne avevo, sostituita con della scorza di limone tritata, e che anche se per un momento mi è balenato di acquistare fragole fuori stagione, dopo averle viste tutte sistemate in delle belle vaschette sigillate per benino, mi son detta che erano troppo perfette e lucide per i miei di gusti, dunque niente fragole! In fondo il gazpacho al pomodoro a me piace moltissimo! :D
Detto questo, giungo ai saluti per oggi con questo magnifico ricordo, riponendo nella mia libreria il Libro del Cavolo, lo metterò proprio lì, accanto a Un giorno a El Bulli di Ferran Adrià, così con aria leggermente assorta casco tra i miei pensieri e ridacchiando medito su…ma allora è vera quella storia che alle volte i cerchi si chiudono!
Grazie Sigrid! A presto!
(tratta dal “Libro del Cavolo” di Sigrid Verbert)
Le polpette
- pesce spada fresco 500
- pistacchi di Bronte 80g
- mandorle spellate 80g
- pane integrale a fette 2 >
- uovo 1
- limone 1 (la scorza tritata)
- sale e pepe
- olio per friggere
Tritate finemente la polpa di pesce spada con un coltello. Mettete a bagno nel latte le fette di pane integrale, strizzatele e unitele alla polpa di spada insieme all’uovo, al sale, al pepe e alla scorza di limone. Formate delle polpette e panatele nella granella che avete ottenuto tritando i pistacchi e le mandorle. Friggetele in olio caldo per 1/2 minuti o fino a quando non risulteranno leggermente dorate, scolatele in della carta assorbente.
Il gazpacho (per 10 bicchierini)
- pane integrale a fette 2
- pomodori ramati 4
- peperoncino in polvere 1 punta
- aglio mezzo spicchio
- aceto di mele 4 cucchiai
- olio extravergine d’oliva
- sale e pepe
La sera prima. Spezzettate il pane e ponetelo in una ciotola insieme ai pomodori tagliati a pezzi. Aggiungete il sale, il pepe, il peperoncino, l’aglio finemente tritato e l’aceto di mele. Mescolate e coprite a filo con acqua, conservare per una notte in frigo. Il giorno dopo, versate tutto il contenuto della ciotola in un frullatore, unite una generosa quantità di olio d’oliva e frullate. Passate tutto quanto al colino e servite in un bicchierino accanto alle polpette.





























le ho fatte anche io…buonissime!
Proprio ieri sfogliavo il libro del cavolo e ho già addocchiato la prossima ricetta ;O)
Anch'io ne ho un altro paio sotto mano…le farò al più presto! :D
ho appena finito di leggere il post di Sigrid sulla sua gita in Sicilia…è davvero bello scoprire, in questo modo, vecchie connessioni e primi incontri.
Sigrid è… un mito per tutte noi foodblogger :)
Bellissime foto!!!
Meravigliose queste polpette!
WOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOW che incontro!!! la mitica Sigrid! ma chi non la adora???
mi piacciono queste polpette croccanti, dal primo all'ultimo ingrediente!
Che le polpette siano tue o del Cavoletto poco importa… perché di questo tuo blog mi incantano sempre le foto e la cura che c'è in ogni dettaglio. Un piacere leggerti,
Sabrine
@sabrine:…mi mancavi!!! :)))
Ciao Silvia, mi ha fatto tantissimo piacere conoscerti di persona e mi auguro che potremo incontrarci ancora! Mi pare proprio molto azzeccata la ricetta delle polpette di spada per celebrare l'incontro col Cavoletto! :-)
bellissime foto davvero! ciao e a presto,
Katia
@Katia: Ha fatto tanto piacere anche a me! :D Spero di rivederti presto! Baci :)))
allora la foto su fb di sigrid è opera tua! bellissima, hai preso l'essenza. quella che me la fa amare. semplice, algida, sofisticata ragazza della cucina accanto. vedo solo oggi le tue pagine. sei brava e siciliana, e omonima. un'attrazione irresistibile.
[...] foto che Sigrid ha scelto per i ringraziamenti gliel’ho scattata quando passeggiavamo nel piccolo porto di Sferracavallo, per questo non finirò mai di ringraziarla! [...]