
Buongiorno e buon inizio settimana, aggiungerei dai toni forti quest’oggi! I palermitani lo conoscono benissimo e per me è una delle cose più buone che trovo da mangiare per strada…ù panino c’à meusa o panino con la milza!
Una vera leccornia da marciapiede, una di quelle cose che mangi leggermente chinato in avanti per far sì che lo strutto che lo avvolge, coli senza sporcare. Certo sarebbe opportuno anche sottolineare che nella classifica di gradimento in percentuale il panino con la milza fa parte di quei cibi amati/odiati…vale a dire che per la maggiore o lo adori e lo mangi tutte le volte che ne hai la possibilità, o lo detesti tanto da non poterne neanche sentir parlare. Io faccio parte del club degli adoratori, ma questo ve l’ho già detto, e lunedì a parte, oggi non potevo fare a meno di non parlarvene.
Come riconoscerla per strada: di solito se vi capita di vedere un certo numero di persone in trepidante attesa davanti un carrettino capitanato da un uomo con un grembiule non troppo pulito e un forchettone in mano…ecco siete nella strada giusta, a completare la scenografia, è un grosso pentolone d’alluminio poggiato su un caratteristico fornello in posizione inclinata. Questa posizione determina la tipologia di cottura che in pratica è una frittura nello strutto, ma l’inclinazione della pentola in pratica riserva una superficie più asciutta per la colatura della milza pronta per essere abbracciata dalle falde del classico panino che per intenderci è la classica pagnotta ricoperta di giuggiulena (semi di sesamo) proprio come quella che si usa per le panelle. Ma vediamo di capire cosa si mette dentro questo caratteristico panino…dunque intanto tutto fa parte delle interiora di vitello; la milza viene preventivamente bollita e tagliata a fettine sottili, questa visto che per sapore e consistenza è abbastanza forte, viene diciamo alleggerita per gusto da altre “frattaglie” composte da tessuto polmonare (polmone di vitello) e altre cartilagini. Tutto questo insieme viene fritto nello strutto e pronto per condire il panino. Per finire l’eccellenza si spolvera tutto con scaglie di caciocavallo per la versione schietta o per i più pretenziosi si aggiunge anche una bella cucchiaiata di ricotta nella versione che qui di solito chiamano a’ maritata.

A Palermo sono diversi i posti dove poterla trovare, per me il più conosciuto sta nella piazzetta della vucciria (p.zza Caracciolo), lo chiamano Rocky il suo panino è eccezionale (lo vedete quassù è il panino che ho fotografato durante il mio giretto alla Vucciria), non dimentichiamoci di Don Ciccio “alla Cala” o per chi vuole mangiarla comodamente seduto in un elegante locale in stile liberty può andare a Piazza San Francesco presso l’Antica Focacceria. Può anche succedere che il panino con la milza si voglia gustare a casa, magari per una cena in tema siciliano e servita in delle piccole e graziose focaccine in formato mini come quella della foto di apertura, in quel caso basta avvisare preventivamente il nostro carnezziere di fiducia che ci preparerà l’insieme di carne che a casa verrà passata in padella con lo strutto. C’è chi per rendere l’operazione più leggera, sostituisce lo strutto con il burro…io personalmente la trovo un’eresia, così come mangiarla a casa, vuoi mettere gustata davanti al carrettino tra i vicoli di Palermo…tutto un altro sapore ha! :P





























OMG!!
ecco cosa nn abbiamo assaggiato quel sabato :)
la meuza!
un abbraccio tesò!
Eh lo so! In teoria era previsto il giretto alla vucciria per andare da rocky, poi alla fine con Jachinu u quarumaru, come ben sai, abbiamo trovato un compromesso…ma appena torni ti faccio fare grande scorpacciata! :D
Baci tesò! <3
attenzione!!! L’Antica Focacceria ha aperto anche a Milano, mi sono già segnata l’indirizzo e ci andrò al più presto. Gnam :-)
e Nino u ballerino?!
http://www.youtube.com/watch?v=-M2OCCa0e6M
Io sono tra i non estimatori, ma lui è spettacolare…
Ma che bello questo blog!Lo visito per la prima volta e mi piace molto, complimenti!Laura
Wow un panino che è un pranzo completo!!Lo conosco di nome ma nn l’ho mai mangiato e devo dire che mi stuzzica tantissimo!!un bacio,Imma
Bellissimo post, complimenti.
A Firenze abbiamo il panino col lampredotto, ci avevo fatto anche un post: http://corradot.blogspot.com/2011/07/panino-col-lampredotto-per-gente-del.html
Ma il tuo panino c’a meusa mi ha lasciato con la voglia di provarlo :)
Ma prima o poi….
CIAO
mamma mia con la milza! io sono del parere che bisogna assaggiare tutto, e guardando la tua foto la voglia mi viene di addentarlo! baci
io faccio parte del partito dei contrari ma questo post e queste foto mi tenterebbero a provarlo….
ma sai che qui a Salerno il panino con la milza è un classico della festa del nostro santo patrono S.Matteo, che buona!
@Flo: Quando vieni a Palermo ti ci porto io a mangiarlo il panino con la milza…tanto la quarume già te l’ho fatta assaggiare! ;)
Mai mangiata una cosa simile!!! Però i cibi da strada mi incuriosiscono, hanno un fascino particolare , un carico di storia e generalmente sono veramente buoni.
posso dire la mia? ghghghgh domanda inutile, la dico!
io non lo mangio di solito ma l’ho mangiato sia schetto che maritato, credo che molto fa il luogo dove lo mangi, sono perfettamente d’accordo; anche il panino con le panelle o lo sfincione, a quanto mi dicono, sono più buoni in menzu ‘a strata :)
baciuzzi
Cla
Posso dire di essere rimasta senza parole:-)) Ehm, si, è tutto così bello qui… compimenti!!! Un abbraccio
@Cla: Bedda mia vuoi mettere u sciavuru di l’ogghiu fitusu? Una prelibatezza…eheheh :D
Marifra, ti abbraccio anch’io e grazie! :D
E’ la prima volta che entro nel tuo blog e… c’è da svenire per quant’è bello! Ti metto IMMEDIATAMENTE fra i preferiti!!!
PS anche io sono sicula ;o)
L’ho assaggiato la prima volta da Rocky!Fantastico!
Rigorosamente da mangiare appoggiati alla macchina, con la birra sopra il tetto usato a mo’ di tavolino… alla “vastasa” dico io :) E sì, immancabilmente chinati in avanti per evitare di inzupparsi di strutto. Io vado anche da Franco U Vastiddaru, vicino a piazza Marina!
una di quelle tradizioni da non dimenticare e dividere con amici